Gli effetti dello scudo fiscale saranno molto limitati per le necessità di una nazione come l’Italia
Pubblicato il 6 dicembre 2009
Una fetta significativa dei capitali italiani all’estero non rientrerà in Italia e questo nonostante siano state approntate “misure accompagnatorie” del tutto discutibili. Se vi saranno rientri di una certa rilevanza, gli stessi saranno dovuti principalmente a necessità di famiglia o aziendali oppure a fondi legati a persone in pensione.
Come hanno già indicato vari professori di economia, ritengo che la necessità di proporre nuovamente lo scudo sia sorta soprattutto per ragioni politiche che hanno spinto l’Italia in questa direzione.
In questa situazione di crisi economica globale tutti i Governi sono alla ricerca di risorse. Devono dimostrare all’opinione pubblica che fanno qualcosa, in particolare cercando di far rientrare capitali dall’estero, una misura ben vista dalla maggioranza della popolazione.
Le ragioni delle decisioni prese dal governo italiano vanno quindi ricercate nella volontà di dimostrare che sta combattendo la crisi economica, senza invece pensare a risolvere i veri problemi che riguardano la necessità di procedere alla revisione della fiscalità in generale per ovviare alla problematica del “nero”.
I controlli della Guardia di Finanza nelle filiali delle banche svizzere ed austriache in Italia, più che prendere di mira gli istituti esteri, sembrano essere stati decisi per incutere timore agli italiani che hanno capitali all’estero e per metterli sotto pressione.
Per quanto concerne il nostro Cantone e, in modo particolare, le piazze finanziarie di Lugano e di Chiasso, penso che purtroppo qualche taglio di posti di lavoro nel settore bancario e para bancario in generale sarà inevitabile. Quest’aspetto è ancora da valutare attentamente: la professionalità ed i costi generali dei funzionari bancari e di quelli del settore finanziario rimangono fortemente competitivi e l’aspetto del rapporto umano e professionale consolidatisi negli anni è un fattore che anche in futuro potrà far scegliere la piazza ticinese. E’ importante rilevare che le disposizioni federali in vigore contro la lotta al riciclaggio, sono tra le più restrittive d’ Europa e del resto del mondo.
Ribadisco comunque che per il nostro Comune il settore finanziario è molto importante (ca. 6’000 posti di lavoro) e certamente con le decisioni che sono state prese a livello internazionale i fondi esteri diminuiranno sensibilmente. Come già rilevato il modello di lavoro delle banche svizzere evolverà ulteriormente, come del resto è già successo in passato, con o senza lo scudo. Non dimentichiamo che si tratta del terzo scudo messo in atto in neppure 10 anni.
Moreno Colombo
SABATO 5 DICEMBRE 2009 – GIORNATA INTERNAZIONALE DEI VOLONTARI
Pubblicato il 4 dicembre 2009
VOLONTARIATO UN DONO PREZIOSO CHE VIENE DAL CUORE
L’attività del volontariato riveste una grande importanza in tutto il mondo. Il volontariato è parte integrante della nostra società civile: pensiamo all’impegno in campo sociale e politico, ma anche in quello sportivo. Senza l’apporto dei molti volontari perfino la nostra democrazia manifesterebbe qualche difficoltà.
Il volontariato costruisce la società, vi si coinvolge. Il volontariato è spesso invisibile: spesso perché non viene sbandierato, altre volte perché viene considerato “scontato”.
Il volontariato fonda le sue basi su di una lunga e ricca tradizione che ha lasciato tracce positive e indelebili, alle quali lo Stato si è d’altronde sovente inspirato per il suo intervento. Sono molti coloro che, spinti da solidarietà ed altruismo, hanno fornito e forniscono il loro prezioso contributo per lenire la sofferenza morale e materiale. Ritengo che in tutta questa miriade di attività vi sia però un denominatore comune: l’azione che viene prestata costituisce un importante elemento d’aggregazione e di solidarietà in seno alla comunità tutta.
Sarebbe bello se sempre più persone seguissero il messaggio – tanto semplice quanto vero – che amava ripetere Madre Teresa di Calcutta: “Ognuno di noi, nel nostro piccolo, può fare qualcosa per migliorare il Mondo”. Anche in futuro, sarà indispensabile che le istituzioni del mondo intero continuino a comprendere, sostenere, valorizzare e promuovere il volontariato.
In Svizzera e quindi pure in Ticino, un quarto della popolazione svolge un’attività di volontariato sia esso a livello informale (non espressamente coordinato) sia esso a livello organizzato e questa proporzione invita ad una riflessione positiva.
Talvolta basta poco per far scattare quella molla “di apertura verso gli altri”; chi non fa ancora parte di questo fantastico mondo dovrebbe provare almeno una volta: perché ognuno di noi con un semplice gesto può fare qualcosa per il bene della nostra società.
Moreno Colombo
Già presidente del gruppo di lavoro Volontariato istituito dal Consiglio di Stato

