Intervento serata informativa del 24.03.2009 – progetto “Torre”
Pubblicato il 27 marzo 2009
“Chiasso deve e vuole continuare ad essere propositivo come lo è stato in passato; deve continuare ad essere elemento propulsivo per l’economia del Basso Mendrisiotto. La riqualifica di Chiasso deve proseguire senza troppi indugi, questo perché se il Comune dovesse fermarsi nella proprie iniziative, i privati lo seguirebbero. Il Comune deve rimanere un soggetto attrattivo e propositivo, così da attirare commerci e società di servizi; migliorare la città e renderla più bella e vivibile servirà anche ad attirare persone fisiche.” Ed inoltre: “Dobbiamo stimolare con determinazione e con ogni mezzo il rinnovamento degli edifici privati attualmente in disuso e spesso anche vetusti: se si vuole e si crede in un rilancio di Chiasso, anche i privati proprietari devono fare la loro parte” Questo è un passaggio del mio intervento in Consiglio comunale, in occasione della discussione sui preventivi 2009, intervento condiviso dal Municipio e anche dalla Commissione della gestione. Il mio intervento di questa sera è di tipo prettamente politico ed è indirizzato a tutti voi che siete intervenuti questa sera, a dimostrazione dell’interesse in questa variante di PR, alla popolazione di Chiasso e a quella dei Comuni limitrofi. Insieme e, quindi, discutendone approfonditamente dobbiamo cercare un rilancio del Basso Mendrisiotto, in considerazione del fatto che gli altri non stanno a guardare. Anche i nostri vicini italiani, basti pensare che, sul Corriere di Como di giovedì 19 marzo 2009, l’assessore all’Urbanistica, avv. Rallo, ha indicato un obiettivo chiaro per la zona di Ponte Chiasso: “Immagino un corso pedonale meraviglioso e la riqualificazione della zona (grazie al contributo ex Lechler/Albarelli): dobbiamo creare un quartiere uguale e migliore della vicina Chiasso. E’ in corso uno studio preliminare e la proposta sarà presto ufficializzata in Giunta.” In questo contesto generale si inserisce in maniera organica la variante di piano regolatore “Torre”, i cui atti sono consultabili da ieri 23 marzo fino al 3 aprile 2009, presso l’ufficio tecnico comunale di Chiasso e durante questo periodo ogni persona interessata può inoltrare osservazioni o suggerimenti in forma scritta al Municipio.
Invito tutti voi a soffermarvi sulla variante di Piano regolatore che già oggi prevede la possibilità di edificare con la medesima occupazione del territorio; evidentemente, se la presente variante avrà successo, si edificherà con i medesimi indici ma utilizzando l’altezza e lasciando maggior terreno per l’utilizzo pubblico generale. L’autorità ha fatto propria, con entusiasmo, questa proposta di variante pianificatoria, avendone colto parecchi aspetti d’interesse generale. – innanzitutto, riflette perfettamente un principio che intendiamo perseguire e più precisamente: gestire al meglio il piccolo, e cioè il quotidiano, ma non rinunciare a pensare in grande al domani. La vocazione di polo del basso Mendrisiotto ce lo impone! – la variante pone le basi per la realizzazione di un progetto, il cui significato va ben oltre l’edificazione di una torre. Con la torre ed il riassetto di piazza Elvezia previsto dalle opere di PTM, s’intende marcare simbolicamente la porta d’entrata dall’Italia verso la Svizzera, che Chiasso rappresenta, data la sua posizione geografica. Questo anche nell’ottica temporale di Expo 2015.
In tale ambito pensiamo che in futuro anche l’economia locale debba attivarsi maggiormente nel proporre al vasto bacino insubrico le peculiarità del marchio “Made in Switzerland”. Un marchio unanimemente riconosciuto quale sinonimo di qualità, affidabilità e competenza e dal fascino immutato: pensiamo in particolare al settore orologiero, al settore lattiero, a quello alimentare o farmaceutico, ma non solo.
– la variante pone le basi per la realizzazione di un progetto che regalerà o meglio porterà in dono (e quindi a costo zero) alla nostra cittadina, oltre ad un edificio di pregio, il più grande parco pubblico in ambito urbano ed un autosilo con il doppio di posteggi pubblici di breve durata rispetto agli attuali. Se sapremo cogliere quest’opportunità Chiasso avrà nel proprio centro un grande parco immerso nel verde e 400 posteggi, conseguendo un risultato a favore della nostra gente per quanto riguarda lo svago ed il commercio. Inoltre, durante i lavori di realizzazione (e questo verrà imposto successivamente durante l’esame edilizio) l’attuale numero di posteggi dovrà essere mantenuto.
– il rafforzamento della vocazione di Chiasso quale moderno centro di servizi non può prescindere da un riassetto urbanistico a carattere pubblico iniziato, a mio modo di vedere, con i ripari fonici di ex viale Galli, proseguito con la riqualifica di Corso San Gottardo e prossimamente del quartiere di via Soldini e quello di via Odescalchi, proseguendo con le opere di PTM previste dal 2011/2012. In tale contesto bisognerà rivedere anche la porta d’entrata nord di largo Kennedy, oggi alquanto dismessa. Se gli interventi pubblici lungo gli assi nevralgici di Corso San Gottardo sono e saranno significativi, nondimeno i progetti privati stanno conferendo un notevole plusvalore territoriale e, come detto in precedenza, auspichiamo ancora maggior sostegno e comprensione da parte dei privati proprietari di immobili ormai in disuso. Penso alle pregevoli ristrutturazioni lungo Corso San Gottardo, penso al progetto del centro commerciale “N’uovo”, penso al progetto che potrà nascere da questa variante e penso anche ad altri progetti che sicuramente seguiranno.
– ribadisco che le implicazioni di questa variante sono molteplici. Oltre alla torre, alla porta d’entrata della Svizzera, la variante pone le basi per la realizzazione di un progetto che può fungere da ponte in termini finanziari per le casse comunali tra l’attuale fase di crisi dell’economia e, inevitabilmente, dell’erario pubblico ed una ripresa che si fa fatica ad intravedere.Non è in effetti un mistero che tra i promotori, rappresentati dalla Swiss Easy di Ginevra ed i proprietari dei fondi, tra cui il Comune, sia stato sottoscritto un accordo milionario, subordinato per ciò che concerne il Comune all’approvazione dello stesso da parte del legislativo.In caso di concretizzazione della variante di PR, verranno garantiti, oltre alle opere pubbliche già citate, rilevanti introiti in grado di dare ossigeno nei prossimi anni alle casse comunali. Mi permetto al proposito di formulare un parere – che è anche un auspicio ed un invito – secondo cui una misura anticrisi dagli straordinari effetti sarebbe quella di accelerare a livello cantonale i tempi d’evasione dei preavvisi preliminari e per l’approvazione della varianti pianificatorie, tempi che l’economia privata fatica a digerire. Le considerazioni che ho esposto e quelle che verranno espresse dagli altri interlocutori che siedono a questo tavolo ed in particolare, per quanto riguarda l’Esecutivo comunale dal capo dicastero pianificazione e collega Fabio Bianchi, m’inducono a suggerire a coloro che percepiscono con spirito critico l’idea di concretizzare questa variante, di soppesare e considerare adeguatamente tutti gli aspetti legati all’interesse pubblico.
Sono infine certo che dalle dichiarazioni che seguiranno emergerà la serietà con cui si è affrontata l’elaborazione della variante di PR, che è frutto di due anni d’intenso lavoro. Ringrazio a tal proposito i servizi cantonali competenti del Dipartimento del Territorio per le osservazioni ed il supporto forniti in ambito d´esame preliminare, gli specialisti presenti questa sera, il pianificatore Fabio Pedrina e l’arch. Francesca Pedrina per l´elaborazione della documentazione, l’arch. Nicoletta Ossanna Cavadini per gli approfondimenti storico-urbanistici ed il Dicastero pianificazione che, con il suo personale, ha funto da coordinamento.Moreno Colombo, Sindaco di Chiasso24.03.2009
Bilaterali e reciprocità per le aziende ticinesi
Pubblicato il 23 gennaio 2009
Le statistiche ufficiali indicano che il numero dei frontalieri in Ticino alla fine del 2008 ha superato le 42mila unità. Il mio atteggiamento nei confronti degli accordi bilaterali è da sempre improntato allo scetticismo, con l’intento particolare di premere sulle istanze federali al fine di trasmettere a Berna il messaggio che la pressione sui salari dei lavoratori è forte, la concorrenza, soprattutto per le piccole e medie imprese, è diventata “quasi” spietata e che la reciprocità è praticamente inesistente. Come possiamo allora rispondere alle preoccupazioni della popolazione ticinese, che ha paura di perdere il posto di lavoro oppure di ricevere un salario insufficiente? Dobbiamo agire, a mio modo di vedere, in due direzioni. In primo luogo dobbiamo aumentare la capacità di competere delle aziende ticinesi; ciò può avvenire sia migliorando le condizioni-quadro dell’economia, sia proponendo incentivi all’autoimprenditorialità. Non dimenticherei nemmeno la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese. Minori costi significa maggiore spazio per investimenti.In secondo luogo, soprattutto nei settori dove più forte è il pericolo del dumping salariale e della concorrenza sleale, si rendono indispensabili maggiori controlli. Non dobbiamo creare uno Stato di polizia, ma piuttosto uno Stato garante delle migliori condizioni di lavoro e di salario possibili.L’incremento del numero degli ispettori chiamati a sorvegliare il rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro è dunque imprescindibile. Anche l’estensione dei contratti collettivi di lavoro può essere una misura utile per ridurre le paure della popolazione, positiva anche per le aziende perché riduce le tensioni sul mercato del lavoro. Maggiori regole sono necessarie anche per quanto riguarda l’impiego di lavoratori interinali. Una certa flessibilità è necessaria, ma non possiamo rendere precario tutto il mondo del lavoro. Compito dello Stato e delle associazioni di categoria deve essere anche quello di permettere una reale reciprocità nell’applicazione degli accordi bilaterali fra Svizzera e UE, fatto che oggi, invece, è ben lungi dall’essere concretizzata.
I lavoratori e le ditte italiane che arrivano in Ticino (in primis a Chiasso) ottengono velocemente le autorizzazioni necessarie per lavorare da noi, mentre le imprese ticinesi che vogliono andare sul mercato italiano si scontrano con forti difficoltà.
In Italia la conoscenza degli accordi bilaterali, anche nelle istituzioni, sembra essere alquanto scarsa. Purtroppo in Italia non c’è ancora sufficiente consapevolezza della nuova situazione, anche se gli accordi bilaterali sono in vigore già dal 2002.Sono convinto che non possiamo eliminare la concorrenza, ma possiamo far sì che tutti gli attori rispettino le regole.
Reciprocità disattesa, controlli chiesti ma mai pervenuti e tanti buoni auspici omessi, mi portano a votare NO!
Moreno Colombo, Sindaco di Chiasso

