VOLONTARIATO SEMPRE PRESENTE
Pubblicato il 4 dicembre 2008
Domani ricorre la Giornata internazionale del volontariato. È un’occasione per riflettere sul ruolo e sulla portata di un fenomeno di indubbia utilità sociale, ma che negli ultimi tempi sembra segnare un po’ il passo.
Secondo uno studio pubblicato lunedì dall’ Ufficio federale di statistica, in Svizzera il numero dei volontari sarebbe in calo. La quota rispetto alla popolazione è scesa in dieci anni dal 27% al 24%. La tendenza al ribasso sarebbe in atto sia tra gli uomini, che forniscono lavoro non retribuito soprattutto a favore di associazioni sportive, sia tra le donne, attive in primo luogo nella custodia dei figli altrui.
La proporzione di volontari inoltre sarebbe più alta nei Cantoni di lingua tedesca (29%) rispetto alla Svizzera francese (20%) e italiana (13%). Il volume del lavoro non retribuito è mediamente pari a mezza giornata alla settimana.
Ebbene, nel contesto delle scelte di una politica sociale responsabile, lo Stato non dovrà mai dimenticare la figura sempre più importante del volontario. L’impegno generoso del singolo, che in Ticino coinvolge ben 80.000 persone nei diversi ambiti, risulta un contributo prezioso e irrinunciabile per l’attività regolatrice dello Stato. Questo eloquente dato da solo basta per affermare che nel nostro Paese ognuno di noi vive a stretto contatto con il volontariato.
In molti casi, il volontariato ha addirittura anticipato l’intervento dello Stato, cosa che si ripeterà sicuramente anche in futuro, visto che i volontari rappresentano la cellula più vicina alla comunità locale e sono quindi estremamente ricettivi ai bisogni sempre maggiori e sempre più diversificati della società odierna. La volontà ed il piacere di fare qualcosa per gli altri possono essere definiti in un certo senso «codici di vita », permettono di superare le barriere della diversità, trasformandosi in aiuto e disponibilità senza confini. Se riflettiamo un istante sull’attività del governo e del parlamento nell’ultimo quadriennio (purtroppo la discussione continua ancora), notiamo che gran parte del tempo l’abbiamo trascorso a discutere di politica finanziaria, sempre alla strenua ricerca di un risultato di autofinanziamento neutro o positivo, messo poi a dura prova da decisioni di Tribunali ecc… Ma come sarebbero le finanze dello Stato se dovessimo monetizzare il volontariato nel nostro Cantone? Posso assicurare che le cifre sarebbero assai cospicue. Auspico pertanto che anche in futuro le azioni che tendono alla sua valorizzazione vengano sostenute, affinché si possa sensibilizzare la popolazione ticinese, particolarmente i giovani, sull’importanza e l’utilità dell’essere di sostegno agli altri, essere dei volontari appunto.
Moreno Colombo (articolo pubblicato dal Cdt, giovedi 4 dicembre 2008)
Presidente del Gruppo di lavoro del Consiglio di Stato per l’esame di temi relativi al volontariato
LA POLTRONA METROCUBO / SSIC
Pubblicato il 22 novembre 2008
Da alcuni mesi, con una brillante elezione, lei è il nuovo Sindaco di Chiasso, seconda piazza finanziaria del Cantone Ticino grazie alla presenza di istituti bancari, fiduciarie, uffici e commerci. On. signor Sindaco Colombo, ritiene che la crisi finanziaria partita dai mutui americani, e che sta colpendo anche l’Europa, possa mettere in pericolo il tessuto economico della sua cittadina, con conseguenze negative dal profilo occupazionale e delle entrate fiscali? Confermo con piacere che Chiasso intende profilarsi anche in futuro quale importante piazza finanziaria del nostro Cantone, quindi con una particolare attenzione al terziario avanzato. La forza di relazione del nostro Comune e la relativa posizione traggono un importante nodo di contatto e di scambio fra la Svizzera meridionale e la Lombardia.Non posso nascondere che la crisi finanziaria iniziata a fine 2007 avrà ripercussioni negative anche sugli enti pubblici e particolarmente su quelli che fondano la loro forza fiscale sull’economia (Cantone, Lugano e Chiasso).La speranza che queste situazione possa rientrare, a breve termine, nella normalità anche senza necessariamente la precedente euforia per ricreare fiducia e positività a tutto campo.Il notevole lavoro svolto in questi due mesi dall’Esecutivo è stata quella di compiere un’approfondita verifica finanziaria che preluda alla stesura del preventivo 2009. Grazie a riduzioni delle uscite, principalmente, al capitolo “Beni e servizi” di un paio di milioni e a maggiori entrate fiscali (considerando l’ultimo dato in nostro possesso relativo alle imposte persone fisiche e imposte alla fonte) potremmo recuperare circa 4 milioni di franchi. Il rilancio di Chiasso, ma non solo, deve passare per forza dal dialogo che porta a risolvere i piccoli problemi della quotidianità, dal bisogno di sicurezza, alla pulizia delle strade e dei parchi pubblici. Noi ci stiamo muovendo in questa direzione, è anche così che si migliora la vivibilità di Chiasso. Bisogna inoltre risolvere in fretta il problema della viabilità, dando delle risposte alla popolazione e a chi viene a Chiasso. Al di là della situazione viaria interna, raggiungere Chiasso è più facile che raggiungere Mendrisio o Lugano. Ci siamo accorti che la gente sta tornando a Chiasso, alle 9 del mattino il parcheggio Comacini è pieno e a Registro di commercio fioccano le nuove iscrizioni, indice di fiducia verso la piazza finanziaria. Questo dato è positivo anche dal profilo occupazionale. Il mondo economico della costruzione segue con attenzione l’applicazione degli Accordi bilaterali. La nostra Associazione ha denunciato in più occasioni, già dal 1996, la mancanza di reciprocità dal parte dell’Italia, preso atto delle grandi difficoltà che riscontrano le imprese e gli artigiani ticinesi ad operare sul suolo italiano. Signor Sindaco, dal suo osservatorio privilegiato come valuta questi aspetti in riferimento al Mendrisiotto, segnatamente all’agglomerato di Chiasso? Ho sempre avuto un atteggiamento negativo verso gli accordi bilaterali soprattutto per cercare di far pressione sulle istanze federali proprio per far comprendere loro che la pressione sui salari dei lavoratori è forte, la concorrenza, soprattutto per le piccole e medie imprese, è diventata anche spietata.Dobbiamo agire a mio modo di vedere in due direzioni. In primo luogo aumentare la capacità di competere delle aziende ticinesi. Ciò può avvenire sia migliorando le condizioni-quadro dell’economia, sia proponendo incentivi all’autoimprenditorialità. Non dimenticherei nemmeno la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese. Minori costi significa maggiore spazio per investimenti. In secondo luogo, soprattutto nei settori dove più forte è il pericolo del dumping salariale e della concorrenza sleale, occorrono maggiori controlli.Non dobbiamo creare uno Stato di polizia, ma piuttosto uno Stato garante delle migliori condizioni di lavoro e di salario possibili. Sarà comunque necessario aumentare il numero degli ispettori chiamati a sorvegliare il rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro.Compito dello Stato e della associazioni di categoria deve essere anche quello di permettere una pari reciprocità nell’applicazione degli accordi bilaterali fra Svizzera e UE. Purtroppo questa reciprocità oggi non è ancora data. I lavoratori e le ditte italiane che arrivano in Ticino (ed in primis a Chiasso) ottengono velocemente le autorizzazioni necessarie per lavorare da noi. Le imprese ticinesi che vogliono andare sul mercato italiano incontrano invece molte più difficoltà. Nella vicina Italia scarsa sembra essere la conoscenza degli accordi bilaterali, anche nelle istituzioni.Sono convinto che non possiamo eliminare la concorrenza, ma possiamo far sì che tutti gli attori rispettino le regole. Gli investimenti nel settore della costruzione vedono da sempre i Comuni tra i principali committenti pubblici. In tal senso, cosa ci può dire in merito ai principali progetti previsti nel suo Comune? Sia il preventivo 2009 come il piano finanziario di legislatura (2009/2012) dovranno tenere conto della crisi di alcuni istituti bancari, per questo abbiamo chiesto ai vari settori dell’amministrazione di spalmare gli investimenti e le spese di manutenzione su più anni. È una questione di coscienza; comunque posso affermare che, seppur ridotti, nel prossimo quadriennio abbiamo previsto investimenti per ca. CHF 3.5 mio per anno e potremmo, grazie alla nuova LOC che prevede l’aggiornamento del piano finanziario ogni due anni, in caso di miglioramento della situazione finanziaria prevedere anche un’accelerazione degli stessi. Chiasso si trova a metà strada tra Milano e Lugano. In vista di Expo 2015, ritiene possibile il coinvolgimento della città di Chiasso in questo imponente progetto? Certamente. Dieci giorni dopo le elezioni comunali di quest’anno, il Sindaco di Lugano Giorgio Giudici ha deciso di istituire un gruppo di lavoro in vista di Expo 2015 e il Municipio di Chiasso ha deciso di chiedere a Lugano di poter partecipare attivamente a questo gruppo di lavoro.Analoga richiesta è stata poi inoltrata anche al Governo ticinese.Chiasso si trova a pochi chilometri sia da Milano che da Lugano, e per precisione sta proprio nel mezzo alle due città, e vorrebbe quindi partecipare all’elaborazione di una strategia di avvicinamento che coinvolgerà direttamente anche il Ticino. Noi chiassesi saremmo contentissimi di poter lavorare in sinergia con il Cantone e con Lugano.

